Passione virale

La mostra rappresenta un viaggio nel mondo dei virus con due obiettivi prioritari: innanzitutto presentare ai visitatori, attraverso delle belle immagini, i virus responsabili delle principali malattie della storia umana; in secondo luogo la mostra intende orientare i visitatori nelle risorse più serie e affidabili sul piano scientifico presenti nel web, affinché ognuno costruisca il proprio percorso di approfondimento, evitando accuratamente tutte quelle bufale e fake news di cui, purtroppo, Internet è disseminata.

Aftermath (Diario del cambiamento climatico)

Il 2019 e l’inizio del 2020 sono impressi nella memoria collettiva per le devastanti bufere di vento che hanno colpito la Regione Campania provocando la caduta di numerosi alberi in tutta la città di Napoli. Alcuni alberi si sono abbattuti anche sul tracciato della tangenziale e sul tessuto cittadino travolgendo auto in transito. Tra i lasciti del maltempo, morti e numerosi feriti oltre che dissesti e l’apertura di buche stradali in un tessuto cittadino già ferito dalla incuria e dalla scarsa manutenzione ordinaria. Le piogge hanno inoltre aumentato il danno già in essere. A memoria di questo periodo di grande paura indotta dalle conseguenze della emergenza climatica, più di 300 alberi caduti o abbattuti hanno lasciato vestigia di tragedie consumate o sfiorate sotto forma di tronchi mozzati ed appuntiti. Il progetto Aftermath recupera ed espone queste vestigia sotto forma di incisioni xilografiche effettuate direttamente sul posto in cui è caduto ogni singolo albero.
Date e luogo da concordareLa proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde (Materia e cambiamenti)

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde. Siamo immersi nelle onde, le onde sono il collante che tiene insieme la materia. Siamo inoltre, per la maggior parte, onde. Il nostro corpo ne è attraversato, la Terra e l’universo stessi ne sono attraversati, ed il modo in cui reagiscono fornisce fondamentali indicazioni che difficilmente possono essere ottenute mediante l’osservazione diretta. Ad esempio il modo in cui le onde sismiche si propagano nel suolo è uno dei principali modi in cui è possibile studiare la Terra e le sue manifestazioni profonde. I cambiamenti climatici e le modifiche indotte dalle azioni dell’uomo sull’ambiente possono essere seguiti mediante la decodifica di questi segnali. Le immagini “disegnate” dalle onde sono rappresentazioni indirette del reale di spettacolare bellezza che racchiudono il prezioso tesoro della conoscenza.
La proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare

Lab di Cult AMBIENTE, CLIMA, FUTURO

Il lab di cult fiaf 090 che aderisce, a partecipazione gratuita, al progetto nazionale fiaf “ambiente clima futuro” con quindici differenti lavori per fruitori di tutte le età, propone la mostra fotografica “laboratorio lab di cult – ambiente clima futuro”.

Missione Antartide. 35 anni di missione italiana nel continente estremo

La mostra dei 35 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide vuole far conoscere l’unicità del continente antartico e ripercorrere le tappe fondamentali della presenza italiana, mettendo in luce i più importanti risultati scientifici e logistici ottenuti, le difficoltà superate e alcuni obiettivi futuri.
Il percorso espositivo inizia con la descrizione degli elementi storici, giuridici ed istituzionali all’interno dei quali il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è nato e si sviluppa. Il visitatore trova una introduzione generale alla geografia dell’Antartide e un richiamo agli eventi che hanno preceduto la nascita del PNRA e al Sistema del Trattato Antartico. Sono citati i Promotori del Programma, coloro che hanno contribuito negli anni alla sua realizzazione e coloro che hanno contribuito al percorso espositivo. Un’area è dedicata ad illustrare le procedure di addestramento del personale in Spedizione. La mostra si articola in due percorsi concettualmente interconnessi. Sul lato destro, un percorso cronologico ripercorre tre decenni di intenso sforzo logistico e scientifico compiuto dall’Italia in Antartide; sul lato sinistro vengono riportati i risultati di alcune delle ricerche scientifiche sviluppate in questo periodo. Il percorso espositivo termina con “Incantevole Antartide”, un’emozionante esposizione di fotografie e filmati realizzati in Antartide dai Paul Nicklen, Roberto Palozzi ed Enrico Sacchetti.

In diretta dall’Antartide: collegamento con la base Concordia

Situata sul plateau antartico, a 3.233 m di altitudine, nel sito denominato Dome C (75°06’ Sud e 123°21’ Est), Concordia è una delle tre stazioni permanenti oggi operanti nell’Antartide continentale. Viene gestita da due nazioni, Italia e Francia, tramite i rispettivi Programmi nazionali Antartici e sulla base di un accordo intergovernativo per l’attuazione di programmi di ricerche scientifiche e tecnologiche in Antartide, in piena armonia con gli ideali più elevati del Trattato Antartico. La base Concordia ospita attualmente la 36a spedizione scientifica italiana, nella campagna estiva da ottobre 2020 a marzo 2021, con tecnici e ricercatori, italiani e stranieri, a supporto di attività scientifiche e tecnologiche di rilievo nazionale e internazionale.
Nel corso del collegamento il pubblico potrà confrontarsi con lo staff logistico e scientifico presente in base per conoscere tutte le attività che vengono condotte in un luogo così inospitale (la presenza di ossigeno è poco più della metà normalmente presente e nella notte polare le temperature esterne scendono sotto i -80°C) e comprendere il contributo dell’Italia alle ricerche in Antartide, come gli studi sul paleoclima che vengono condotti con l’analisi delle carote di ghiaccio provenienti dalle perforazioni profonde della calotta glaciale (oltre 3000 m sotto la superficie), o come le ricerche sui cambiamenti climatici e del loro impatto su quello che può essere considerato l’ultimo luogo incontaminato del pianeta, l’Antartide.

Oceano, vastità sconosciuta

Gli ecosistemi marini sono i più estesi e occupano il 71% del nostro pianeta. La loro importanza è essenziale perché ci forniscono cibo, bilanciano il clima della Terra e ospitano oltre 250.000 specie.
L’attività prevede un tour live della camera Oceano della sezione Ambiente del museo
Universum, la cui missione è la divulgazione, la promozione e il rafforzamento della cultura scientifica e tecnologica verso il grande pubblico. Il Tour ci invita a riflettere sull’importanza degli ecosistemi marini, a conoscerne l’origine, la formazione, le caratteristiche, i loro abitanti, i benefici che ci offre e la responsabilità che abbiamo di conservarli.

In diretta dal CERN: nel cuore della collisione per capire i primissimi istanti del nostro Universo

Porsi delle domande e cercare di comprendere il mondo intorno a noi è una delle caratteristiche che differenziano l’uomo da tutte le altre specie viventi. Con l’esperimento CMS (Compact Muon Solenoid) gli scienziati stanno osservando l’ignoto e stanno cercando di rispondere alle domande fondamentali sul nostro Universo.
CMS è un rilevatore di particelle di grandissime dimensioni che si trova a circa 100m sotto il livello del suolo. L’apparato, che può essere rappresentato come una sorta di cipolla cilindrica a strati sovrapposti, è posizionato in uno dei quattro “punti di collisione” del Large Hadron Collider. Le particelle prodotte nelle collisioni protone-protone attraversano questi strati lasciando le proprie tracce nei diversi sotto rivelatori di CMS.
L’attività prevede il collegamento diretto nelle gallerie del CERN con i ricercatori italiani che studiano il comportamento della materia in condizioni vicine ai primi istanti del nostro universo.

Observing Landscapes. Uncover the history, geography, and ecology of the San Francisco Bay region

La Wired Pier Environmental Field Station è l’osservatorio dell’Exploratorium sulla Baia di San Francisco. Attraverso una serie di sensori monitora lo stato dell’acqua, le condizioni meteorologiche e la qualità dell’aria della baia. I dati raccolti (atmosfera, salinità e temperatura dell’acqua, tasso di anidride carbonica, paesaggi urbani, etc.) sono acquisiti dalle reti regionali e nazionali a supporto della ricerca scientifica, fornendo una comprensione completa delle condizioni ambientali nello spazio e nel tempo. L’attività propone un collegamento Live con il Data Explorer dell’Exploratorium, per visualizzare in tempo reale i dati monitorati e capire come vengano utilizzati dai ricercatori e dai progettisti nella gestione del territorio.