Missione Antartide. 35 anni di missione italiana nel continente estremo

La mostra dei 35 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide vuole far conoscere l’unicità del continente antartico e ripercorrere le tappe fondamentali della presenza italiana, mettendo in luce i più importanti risultati scientifici e logistici ottenuti, le difficoltà superate e alcuni obiettivi futuri.
Il percorso espositivo inizia con la descrizione degli elementi storici, giuridici ed istituzionali all’interno dei quali il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è nato e si sviluppa. Il visitatore trova una introduzione generale alla geografia dell’Antartide e un richiamo agli eventi che hanno preceduto la nascita del PNRA e al Sistema del Trattato Antartico. Sono citati i Promotori del Programma, coloro che hanno contribuito negli anni alla sua realizzazione e coloro che hanno contribuito al percorso espositivo. Un’area è dedicata ad illustrare le procedure di addestramento del personale in Spedizione. La mostra si articola in due percorsi concettualmente interconnessi. Sul lato destro, un percorso cronologico ripercorre tre decenni di intenso sforzo logistico e scientifico compiuto dall’Italia in Antartide; sul lato sinistro vengono riportati i risultati di alcune delle ricerche scientifiche sviluppate in questo periodo. Il percorso espositivo termina con “Incantevole Antartide”, un’emozionante esposizione di fotografie e filmati realizzati in Antartide dai Paul Nicklen, Roberto Palozzi ed Enrico Sacchetti.

Missione Antartide. 35 anni di missione italiana nel continente estremo

La mostra dei 35 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide vuole far conoscere l’unicità del continente antartico e ripercorrere le tappe fondamentali della presenza italiana, mettendo in luce i più importanti risultati scientifici e logistici ottenuti, le difficoltà superate e alcuni obiettivi futuri.
Il percorso espositivo inizia con la descrizione degli elementi storici, giuridici ed istituzionali all’interno dei quali il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è nato e si sviluppa. Il visitatore trova una introduzione generale alla geografia dell’Antartide e un richiamo agli eventi che hanno preceduto la nascita del PNRA e al Sistema del Trattato Antartico. Sono citati i Promotori del Programma, coloro che hanno contribuito negli anni alla sua realizzazione e coloro che hanno contribuito al percorso espositivo. Un’area è dedicata ad illustrare le procedure di addestramento del personale in Spedizione. La mostra si articola in due percorsi concettualmente interconnessi. Sul lato destro, un percorso cronologico ripercorre tre decenni di intenso sforzo logistico e scientifico compiuto dall’Italia in Antartide; sul lato sinistro vengono riportati i risultati di alcune delle ricerche scientifiche sviluppate in questo periodo. Il percorso espositivo termina con “Incantevole Antartide”, un’emozionante esposizione di fotografie e filmati realizzati in Antartide dai Paul Nicklen, Roberto Palozzi ed Enrico Sacchetti.

Missione Antartide. 35 anni di missione italiana nel continente estremo

La mostra dei 35 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide vuole far conoscere l’unicità del continente antartico e ripercorrere le tappe fondamentali della presenza italiana, mettendo in luce i più importanti risultati scientifici e logistici ottenuti, le difficoltà superate e alcuni obiettivi futuri.
Il percorso espositivo inizia con la descrizione degli elementi storici, giuridici ed istituzionali all’interno dei quali il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è nato e si sviluppa. Il visitatore trova una introduzione generale alla geografia dell’Antartide e un richiamo agli eventi che hanno preceduto la nascita del PNRA e al Sistema del Trattato Antartico. Sono citati i Promotori del Programma, coloro che hanno contribuito negli anni alla sua realizzazione e coloro che hanno contribuito al percorso espositivo. Un’area è dedicata ad illustrare le procedure di addestramento del personale in Spedizione. La mostra si articola in due percorsi concettualmente interconnessi. Sul lato destro, un percorso cronologico ripercorre tre decenni di intenso sforzo logistico e scientifico compiuto dall’Italia in Antartide; sul lato sinistro vengono riportati i risultati di alcune delle ricerche scientifiche sviluppate in questo periodo. Il percorso espositivo termina con “Incantevole Antartide”, un’emozionante esposizione di fotografie e filmati realizzati in Antartide dai Paul Nicklen, Roberto Palozzi ed Enrico Sacchetti.

Missione Antartide. 35 anni di missione italiana nel continente estremo

La mostra dei 35 anni del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide vuole far conoscere l’unicità del continente antartico e ripercorrere le tappe fondamentali della presenza italiana, mettendo in luce i più importanti risultati scientifici e logistici ottenuti, le difficoltà superate e alcuni obiettivi futuri.
Il percorso espositivo inizia con la descrizione degli elementi storici, giuridici ed istituzionali all’interno dei quali il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide è nato e si sviluppa. Il visitatore trova una introduzione generale alla geografia dell’Antartide e un richiamo agli eventi che hanno preceduto la nascita del PNRA e al Sistema del Trattato Antartico. Sono citati i Promotori del Programma, coloro che hanno contribuito negli anni alla sua realizzazione e coloro che hanno contribuito al percorso espositivo. Un’area è dedicata ad illustrare le procedure di addestramento del personale in Spedizione. La mostra si articola in due percorsi concettualmente interconnessi. Sul lato destro, un percorso cronologico ripercorre tre decenni di intenso sforzo logistico e scientifico compiuto dall’Italia in Antartide; sul lato sinistro vengono riportati i risultati di alcune delle ricerche scientifiche sviluppate in questo periodo. Il percorso espositivo termina con “Incantevole Antartide”, un’emozionante esposizione di fotografie e filmati realizzati in Antartide dai Paul Nicklen, Roberto Palozzi ed Enrico Sacchetti.

Aftermath (Diario del cambiamento climatico)

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde. Siamo immersi nelle onde, le onde sono il collante che tiene insieme la materia. Siamo inoltre, per la maggior parte, onde. Il nostro corpo ne è attraversato, la Terra e l’universo stessi ne sono attraversati, ed il modo in cui reagiscono fornisce fondamentali indicazioni che difficilmente possono essere ottenute mediante l’osservazione diretta. Ad esempio il modo in cui le onde sismiche si propagano nel suolo è uno dei principali modi in cui è possibile studiare la Terra e le sue manifestazioni profonde. I cambiamenti climatici e le modifiche indotte dalle azioni dell’uomo sull’ambiente possono essere seguiti mediante la decodifica di questi segnali. Le immagini “disegnate” dalle onde sono rappresentazioni indirette del reale di spettacolare bellezza che racchiudono il prezioso tesoro della conoscenza.
La proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde (Materia e cambiamenti)

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde. Siamo immersi nelle onde, le onde sono il collante che tiene insieme la materia. Siamo inoltre, per la maggior parte, onde. Il nostro corpo ne è attraversato, la Terra e l’universo stessi ne sono attraversati, ed il modo in cui reagiscono fornisce fondamentali indicazioni che difficilmente possono essere ottenute mediante l’osservazione diretta. Ad esempio il modo in cui le onde sismiche si propagano nel suolo è uno dei principali modi in cui è possibile studiare la Terra e le sue manifestazioni profonde. I cambiamenti climatici e le modifiche indotte dalle azioni dell’uomo sull’ambiente possono essere seguiti mediante la decodifica di questi segnali. Le immagini “disegnate” dalle onde sono rappresentazioni indirette del reale di spettacolare bellezza che racchiudono il prezioso tesoro della conoscenza.
La proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare