Aftermath (Diario del cambiamento climatico)

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde. Siamo immersi nelle onde, le onde sono il collante che tiene insieme la materia. Siamo inoltre, per la maggior parte, onde. Il nostro corpo ne è attraversato, la Terra e l’universo stessi ne sono attraversati, ed il modo in cui reagiscono fornisce fondamentali indicazioni che difficilmente possono essere ottenute mediante l’osservazione diretta. Ad esempio il modo in cui le onde sismiche si propagano nel suolo è uno dei principali modi in cui è possibile studiare la Terra e le sue manifestazioni profonde. I cambiamenti climatici e le modifiche indotte dalle azioni dell’uomo sull’ambiente possono essere seguiti mediante la decodifica di questi segnali. Le immagini “disegnate” dalle onde sono rappresentazioni indirette del reale di spettacolare bellezza che racchiudono il prezioso tesoro della conoscenza.
La proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde (Materia e cambiamenti)

Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde. Siamo immersi nelle onde, le onde sono il collante che tiene insieme la materia. Siamo inoltre, per la maggior parte, onde. Il nostro corpo ne è attraversato, la Terra e l’universo stessi ne sono attraversati, ed il modo in cui reagiscono fornisce fondamentali indicazioni che difficilmente possono essere ottenute mediante l’osservazione diretta. Ad esempio il modo in cui le onde sismiche si propagano nel suolo è uno dei principali modi in cui è possibile studiare la Terra e le sue manifestazioni profonde. I cambiamenti climatici e le modifiche indotte dalle azioni dell’uomo sull’ambiente possono essere seguiti mediante la decodifica di questi segnali. Le immagini “disegnate” dalle onde sono rappresentazioni indirette del reale di spettacolare bellezza che racchiudono il prezioso tesoro della conoscenza.
La proposta fotografica “Siamo della stessa materia di cui sono fatte le onde” di Mauro Caccavale e Michela Alfè vuole dare forma alla evanescenza delle onde attraverso la loro manifestazione tangibile, svelandone le preziose informazioni che racchiudono.
Un viaggio fotografico attraverso le “ondulazioni” della materia a rendere manifesta la natura impalpabile delle onde attraverso le manifestazioni della natura e dei suoi mutamenti.
Date e luogo da concordare

Connecting Minds for Climate Action

Registrazione su Eventbrite Webinar in lingua ingleseInspiring Talk con Laur Hesse Fisher, Program Director for public engagment, Environmental Solutions Initiative, Massachusetts Institute of Technology-MIT Modera: Giorgio Ventre, Presidente di Campania NewSteel, Direttore del DIETI all’Università di Napoli Federico II Laur Hesser Fisher è responsabile della partecipazione del pubblico al programma ESI, Environmental Solutions Initiative, un’iniziativa […]

Salute circolare: una rivoluzione necessaria. Talk con Ilaria Capua

“Siamo di fronte a un’opportunità unica di ripensare la salute come sistema circolare tra uomo e ambiente: la pandemia di COVID-19 ha dimostrato infatti tutta la nostra fragilità. La sfida oggi è identificare i percorsi obsoleti da abbandonare e trovare nuove, inesplorate, alternative. Un modo per farlo è essere permeabili alle idee che provengono da altre discipline e abbracciare uno stile di pensiero fuori dagli schemi”, si legge nel libro di Ilaria Capua Salute circolare, che un anno prima della pandemia poneva un cambio di paradigma. Luca Carra incontra Ilaria Capua a Futuro Remoto per discutere di ambiente e salute fuori dai soliti schemi.

Istruzione, ricerca e medicina in Africa

In questo Café Scientifique virtuale, tre scienziati di tre diversi paesi africani (Nigeria, Malawi e Sud Africa) racconteranno lo stato della ricerca e della medicina in Africa e l’importanza dell’istruzione e dell’università per risolvere i problemi sanitari. Si discuterà anche di come l’Europa possa beneficiare dalla collaborazione con l’Africa subsahariana sia in termini di ricerca che e di scambio di studenti. Una grande opportunità per discutere le sfide e le opportunità che caratterizzano il presente e il futuro dell’Africa ed imparare di più sulla vita quotidiana e le problematiche del continente.

Futuri in movimento

Un nuovo spettro si aggira nei discorsi sugli impatti del riscaldamento globale… sono i ‘rifugiati climatici’. Studi accademici, reportage giornalistici, campagne di sensibilizzazione, addirittura romanzi, sempre più spesso parlano di nuove ‘ondate migratorie’ causate nel futuro prossimo dal riscaldamento globale. Per alcuni, rifugiati o migranti climatici devono essere protetti in quanto sintomo delle ingiustizie globali che verranno acuite dagli impatti dei cambi climatici. In altri casi, lo spettro di ‘orde’ messe in fuga da siccità, innalzamento del livello del mare e desertificazione viene brandito per giustificare la costruzione di nuovi muri e frontiere.
Ma esistono davvero i rifugiati climatici? Questo breve intervento cerca di fare il punto a riguardo, proponendo una panoramica critica degli attuali dibattiti su ambiente e migrazioni. L’intervento si conclude offrendo spunti alla ricerca di un approccio diverso ad un tema tanto importante quanto complesso e spesso strumentalizzato.
Giovanni Bettini è docente presso l’Università di Lancaster, nel Regno Unito. Si occupa di politiche dell’ambiente, migrazioni e disuguaglianze globali, e cambi climatici.

Tinkering e trottole: imparare costruendo con materiali di riciclo

Il pianeta gira e noi lo celebreremo costruendo progetti che girano, ruotano, piroettano e volteggiano! C’è qualcosa di magico nel semplice fenomeno della rotazione, che trasforma oggetti e materiali comuni e conferisce loro movimento, equilibrio, e la capacità di creare opere artistiche.
In questo workshop, realizzato in collegamento live con l’Exploratorium di San Francisco, usiamo materiali di riciclo (quindi nel rispetto per la Terra) per costruire trottole di ogni tipo, e per esplorare il valore dell’apprendimento attraverso il “tinkering,” un approccio ludico al sapere che combina conoscenze scientifiche ed artistiche per esplorare fenomeni naturali ed imparare facendo, costruendo utilizzando le nostre mani.
Il Tinkering Studio è un progetto dell’Exploratorium, il primo museo della scienza “hands-on” al mondo, che si trova a San Francisco in California. Lì è stato sviluppato, e in seguito si è diffuso in tutto il mondo, un approccio all’apprendimento e all’educazione chiamato “tinkering,” dove si impara facendo, costruendo, e provando senza paura di sbagliare.

Il giro del mondo in 10 molecole

La vita sul nostro pianeta nella sua infinita varietà sa essere incredibilmente tenace e resistente. Allo stesso tempo, le condizioni affinché essa possa svilupparsi ci appaiono estremamente fragili. Sul nostro pianeta, infatti, una manciata di molecole da sole decidono la nostra sopravvivenza, riscaldandoci e proteggendoci dai pericoli dello spazio cosmico: acqua (che sia in forma liquida, solida o gassosa), anidride carbonica, ozono e acido solforico. Modeste combinazioni di quattro elementi, ossigeno, idrogeno, carbonio e zolfo, ma ognuna con una sua precisa parte nel mantenere abitabile la Terra. Scopriamo insieme perché ciascuna di queste molecole è fondamentale per la nostra sopravvivenza, e come dal ribollente magma nelle profondità del pianeta fino al Sole sopra le nostre teste, il sistema Terra si sia mantenuto stabile abbastanza da permetterci di divenire ciò che siamo: solo così potremo comprendere in che modo le nostre attività minaccino di spezzare questo equilibrio.
L’evento racconta con 10 scatti, i composti che regolano il clima del nostro pianeta e la sua abitabilità, evidenziando come l’attività umana li influenza. Quindi ghiacci, oceani, nuvole, anidride carbonica, ozono e altro; attraverso vere immagini e grafici.

Fuoco, plastica, malattie e formiche: cosa lega la salute del nostro pianeta a quella dei sui abitanti

Attraverso pillole di attività a cura dei laboratori di Napoli (Farmacia) e Londra (Health Science Research Centre dell’Università di Roehampton), si vuole costruire un dialogo tra pubblico e scienziati su come la ricerca multidisciplinare possa aiutare a preservare la salute del nostro pianeta e dei sui abitanti. Le tematiche affrontate (inquinamento, salute, mondo animale e meccanismi di auto-organizzazione) riguardano direttamente le abitudini e la qualità di vita dei fruitori per dimostrare che solo attraverso cambiamenti radicali di abitudini di vita si potrà preservare la salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti.
Le attività in programma:
• La plastica un “virus” per l’ambiente
• Il cervello: se non lo usi, lo perdi
• Dammi una goccia del tuo sangue e ti dirò chi sei