Connecting Minds for Climate Action

Registrazione su Eventbrite Webinar in lingua ingleseInspiring Talk con Laur Hesse Fisher, Program Director for public engagment, Environmental Solutions Initiative, Massachusetts Institute of Technology-MIT Modera: Giorgio Ventre, Presidente di Campania NewSteel, Direttore del DIETI all’Università di Napoli Federico II Laur Hesser Fisher è responsabile della partecipazione del pubblico al programma ESI, Environmental Solutions Initiative, un’iniziativa […]

Chi sta rubando i nostri dati? Virus e algoritmi nella rete della pandemia

(cod. A317) A cura dell’Associazione Culturale no profit VIS ROBORIS INTRODUCE: Rosanna Bonsignore, presidente Associazione Culturale VIS ROBORIS PARTECIPANO: Alfredo Budillon, direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Istituto Pascale di Napoli; Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore; Michele Mezza, giornalista e docente Federico II di Napoli Terzo Simposio con partecipazione attiva di gruppi di lavoro […]

Futuri in movimento

Un nuovo spettro si aggira nei discorsi sugli impatti del riscaldamento globale… sono i ‘rifugiati climatici’. Studi accademici, reportage giornalistici, campagne di sensibilizzazione, addirittura romanzi, sempre più spesso parlano di nuove ‘ondate migratorie’ causate nel futuro prossimo dal riscaldamento globale. Per alcuni, rifugiati o migranti climatici devono essere protetti in quanto sintomo delle ingiustizie globali che verranno acuite dagli impatti dei cambi climatici. In altri casi, lo spettro di ‘orde’ messe in fuga da siccità, innalzamento del livello del mare e desertificazione viene brandito per giustificare la costruzione di nuovi muri e frontiere.
Ma esistono davvero i rifugiati climatici? Questo breve intervento cerca di fare il punto a riguardo, proponendo una panoramica critica degli attuali dibattiti su ambiente e migrazioni. L’intervento si conclude offrendo spunti alla ricerca di un approccio diverso ad un tema tanto importante quanto complesso e spesso strumentalizzato.
Giovanni Bettini è docente presso l’Università di Lancaster, nel Regno Unito. Si occupa di politiche dell’ambiente, migrazioni e disuguaglianze globali, e cambi climatici.

Il giro del mondo in 10 molecole

La vita sul nostro pianeta nella sua infinita varietà sa essere incredibilmente tenace e resistente. Allo stesso tempo, le condizioni affinché essa possa svilupparsi ci appaiono estremamente fragili. Sul nostro pianeta, infatti, una manciata di molecole da sole decidono la nostra sopravvivenza, riscaldandoci e proteggendoci dai pericoli dello spazio cosmico: acqua (che sia in forma liquida, solida o gassosa), anidride carbonica, ozono e acido solforico. Modeste combinazioni di quattro elementi, ossigeno, idrogeno, carbonio e zolfo, ma ognuna con una sua precisa parte nel mantenere abitabile la Terra. Scopriamo insieme perché ciascuna di queste molecole è fondamentale per la nostra sopravvivenza, e come dal ribollente magma nelle profondità del pianeta fino al Sole sopra le nostre teste, il sistema Terra si sia mantenuto stabile abbastanza da permetterci di divenire ciò che siamo: solo così potremo comprendere in che modo le nostre attività minaccino di spezzare questo equilibrio.
L’evento racconta con 10 scatti, i composti che regolano il clima del nostro pianeta e la sua abitabilità, evidenziando come l’attività umana li influenza. Quindi ghiacci, oceani, nuvole, anidride carbonica, ozono e altro; attraverso vere immagini e grafici.

I Tuareg tra mutamenti, resistenza e persistenza. Gli effetti della modernità sull’ambiente naturale e culturale del deserto sahariano

(cod. A272) A cura del Centro di Studi Berberi/Amazigh, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” Il laboratorio ha l’obiettivo di approfondire il tema dei cambiamenti climatici e le sfide epocali dal punto di vista delle popolazioni Tuareg che abitano il Sahara, al fine di riscontrare come il cambiamento climatico stia modificando il deserto e, di […]

Sfruttamento della risorsa idrica nel contesto del cambiamento climatico

(cod. A261) A cura del Laboratorio di Idraulica Ambientale e Marittima, Università degli Studi di Salerno I cambiamenti climatici incidono sulla disponibilità della risorsa idrica. Le attuali stime evidenziano che, entro la metà del secolo corrente, l’accesso all’acqua sarà compromesso per la metà della popolazione mondiale, soprattutto per le popolazioni disagiate per motivi orografici, di […]

Svelare il Pianeta bit by bit: la modellistica computazionale per lo studio del Clima

Le previsioni del tempo, sulle quali basiamo le nostre attività quotidiane così come le proiezioni climatiche alle quali guardiamo per formulare le politiche del futuro, sono basate sull’utilizzo di modelli numerici in grado di simulare fenomeni complessi che si verificano in atmosfera. I partecipanti sono guidati ad approcciare il mondo della modellistica computazionale dell’atmosfera e del clima. Attraverso l’utilizzo di immagini, animazioni e di semplici programmi eseguiti dal vivo, si mostra come è fatto un modello numerico e quali siano le potenzialità e le mille applicazioni della modellistica computazionale. La ricercatrice condivide i risultati della sua ricerca, così da fornire esempi diretti dell’applicazione di questa disciplina. Gli studenti possono scegliere in tempo reale se assistere ad una dimostrazione relativa a simulazioni numeriche volte a prevedere la generazione di turbolenza atmosferica, o a simulazioni climatiche globali volte a studiare il clima ai Poli.

In diretta dall’Antartide: collegamento con la base Concordia

Situata sul plateau antartico, a 3.233 m di altitudine, nel sito denominato Dome C (75°06’ Sud e 123°21’ Est), Concordia è una delle tre stazioni permanenti oggi operanti nell’Antartide continentale. Viene gestita da due nazioni, Italia e Francia, tramite i rispettivi Programmi nazionali Antartici e sulla base di un accordo intergovernativo per l’attuazione di programmi di ricerche scientifiche e tecnologiche in Antartide, in piena armonia con gli ideali più elevati del Trattato Antartico. La base Concordia ospita attualmente la 36a spedizione scientifica italiana, nella campagna estiva da ottobre 2020 a marzo 2021, con tecnici e ricercatori, italiani e stranieri, a supporto di attività scientifiche e tecnologiche di rilievo nazionale e internazionale.
Nel corso del collegamento il pubblico potrà confrontarsi con lo staff logistico e scientifico presente in base per conoscere tutte le attività che vengono condotte in un luogo così inospitale (la presenza di ossigeno è poco più della metà normalmente presente e nella notte polare le temperature esterne scendono sotto i -80°C) e comprendere il contributo dell’Italia alle ricerche in Antartide, come gli studi sul paleoclima che vengono condotti con l’analisi delle carote di ghiaccio provenienti dalle perforazioni profonde della calotta glaciale (oltre 3000 m sotto la superficie), o come le ricerche sui cambiamenti climatici e del loro impatto su quello che può essere considerato l’ultimo luogo incontaminato del pianeta, l’Antartide.

Un gioco da tavolo per capire i cambiamenti climatici

L’attività prevede un vero e proprio gioco da tavolo educativo creato per far sperimentare in modo divertente l’effetto dei cambiamenti climatici sulle specie animali.
Ogni giocatore è una specie che vive in un mondo dove il clima cambia in maniera imprevedibile. Le specie hanno ognuna il loro DNA, e nel corso del tempo accumulano mutazioni che possono permettere loro di adattarsi a nuovi ambienti e così sopravvivere alle fluttuazioni climatiche. Integrando nel gioco i cambiamenti climatici causati dalle attività umane diventano chiare le conseguenze dell’impatto dell’uomo sull’evoluzione e l’estinzione delle specie animali.
Il gioco è ispirato alla ricerca condotta da Michela Leonardi nell’Evolutionary Ecology Group, dell’Università di Cambridge ed è stato utilizzato dal Museo di Zoologia di Cambridge per attività divulgative.

Cambiamento climatico e salute: effetti e conseguenze nei contesti umanitari. Ne parliamo con Medici Senza Frontiere

A causa dell’elevato numero di iscritti non sarà possibile intervenire direttamente durante l’incontro.Se avete domande o curiosità da porre ai relatori scrivetecele via mail all’indirizzo: gruppi@msf.itCercheremo di rispondere durante la diretta o in seguito! (cod. A246) · Posti limitati a 500 partecipanti Condividono le loro esperienze gli operatori umanitari di Medici Senza Frontiere, Paolo Sordini, […]