Mediterraneo ed inquinamento: che fine fa la plastica?

(cod. A147)

A cura dell’Università della Campania con Istituto Superiore di Biotecnologie di Monastir (ISBM)

MODERA: Michaela Riccio, Fondazione Idis – Città della Scienza

RELATORE: Mohammed Banni, Professore di Tossicologia all’ISBM

INTRODUCE: Sergio Minucci, Università della Campania Luigi Vanvitelli, CTS di Città della Scienza

La dispersione di particelle di plastica è un problema ecologico e sociale importante in tutto il mondo, che minaccia più specificamente gli ecosistemi acquatici. Le microplastiche (MP <5mm) e le nanoplastiche (NP ≤ 100nm) entrano nell’ambiente attraverso la disintegrazione di prodotti polimerici sintetici, come cosmetici, materie prime ed effluenti industriali, oppure con la decomposizione a lungo termine di detriti di plastica nell’ambiente attraverso percorsi abiotici (ad esempio, irraggiamento termico, idrolitico o con luce UV) e biotici (ad esempio, degradazione batterica). Tuttavia, fino ad oggi, la loro identificazione e quantificazione nell’ambiente non è stata totalmente raggiunta a causa della mancanza di metodi standardizzati. Secondo stime recenti, a causa della loro stabilità e della loro elevata durabilità, si prevede che la loro presenza negli ecosistemi aumenterà e rappresenta una minaccia ambientale a ogni livello della catena alimentare.
Nel mini-workshop i ricercatori dell’ISBM mostreranno alcuni metodi di rilevamento dei detriti di plastica nello stomaco dei pesci e nelle cozze e spiegheranno i processi di sedimentazione e digestione della plastica nei tessuti animali.

25/11/@9:30
09:30 — 10:45 (1h 15′)

Da remoto

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